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f. Il nome del Laboratorio

Il laboratorio iconografico, pittorico, letterario e, più in generale, artistico prende il nome dai Santi ANANIA, AZARIA E MISAELE.
 
 
 
 Abdenago, Misach e Sidrach, chiamati anche Anania, Misaele e Azaria, sono personaggi biblici. Il libro del profeta Daniele, nei primi tre capitoli, espone la vicenda di questi tre personaggi con dovizia di particolari. Sono i tre giovinetti, divenuti governatori di Babilonia, che, per non aver voluto adorare un idolo pagano, furono gettati in una fornace ardente dalla quale rimasero, però, illesi. Le reliquie dei tre santi vetero-testamentari furono traslati da Babilonia a Costantinopoli, nella chiesa di S. Daniele stilita. Da là queste reliquie furono portate, nel 1156, nell’abazia di Montevergine dove tuttora si venerano. Le reliquie dei tre fanciulli babilonesi sono esposte in tre reliquiari diversi. In uno di questi, su una targhetta, c’è scritto “Ossa S. Misach ex tribus puer Babylon”. Nel secondo la targhetta avverte trattasi di “Ossa S. Sidrach ex tribus puer Babylon”. Nel terso reliquiario vi sono le “Ossa S. Abdenago ex tribus puer Babylon”. La festa dei tre fanciulli babilonesi viene celebrata, a Montevergine, il 16 dicembre.
 
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Il 29 agosto 2013 ho effettuato un pellegrinaggio al Santuario di Montevergine (AV) dove ho sostato per la preghiera presso le reliquie dei tre Santi Fanciulli
 
                                          
 
 
 
   Le tre urne con le reliquie
 
Ho preparato per la preghiera personale e la riflessione sulla vocazione dell'iconografo l'allegato in fondo pagina
 
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CANTICO dei tre fanciulli nella fornace (Dn 3, 57-88.56)
 
 
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli. 
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore. 

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore. 
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli. 

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini 
e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli. 
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.


 

 
Da "Dialoghi e discorsi spirituali/1"
 
dello Pseudo-Macario (Simeone)
 
(Ed. Scritti Monastici - Abbazia di Praglia
trad. Moscatelli)
 
 
 

"Come avrebbero potuto, Anania e i suoi compagni, ottenere una tale gloria e fama tra i celesti e i mortali, e come avrebbe potuto essere annunciato e manifestato allora nel mondo, che vi è un solo

Dio nei cieli, se non avesse  permesso che fossero messi alla prova? Dio acconsentì a che fosse costruita dal re una grande statua d'oro, e che tutte le genti, secondo il suo ordine, si radunassero ad adorarla, poiché il Maligno, sotto le spoglie dell'allora re Nabucodonosor, le induceva in tentazione: i valorosi fanciulli si comportarono virilmente, grazie alla loro fede e alla fiducia nel Signore. Quando si consegnarono, grazie a ciò e al mutamento operato dalle meraviglie del Signore, fu trovato degno di adorazione Dio, invece della statua, mentre il diavolo dovette vergognarsi che tutte le macchinazioni fossero venute meno: ciò che credeva di compiere per la rovina degli uomini, si ritorse contro di lui. Allora tutta l'umanità seppe che vi è un solo Dio nei cieli, grazie al coraggio e alla perfetta fede dei tre fanciulli.

La lotta stessa, per coloro che si sono donati al Signore, è diversa. Colui che ha fiducia e fede in Dio prende ardire, grazie alla forza del Signore, come se da parte degli uomini non potesse sopportare nulla di duro, per la forza dello Spirito che lo visita, e dice ai suoi avversari, da giusto: «Non potete farmi nulla, ho il mio difensore. Non mi brucerà il fuoco né mi ucciderà la spada, non mi sbraneranno le fiere, non mi accadrà nulla di male, poiché ho Dio, ben più potente e forte di voi, che mi libererà da tutti i mali, affinché sia manifestato che il mio Dio vive nei cieli». Secondo la sua fede e la sua fiducia, Dio opera in lui, come abbiamo mostrato sopra.

Allo stesso modo, un altro giusto è condotto davanti al principe che lo vuole forzare all'apostasia, e gli si consegna pronto'a morire per Dio; se gli tagliano le mani non rinnega, se gli strappano gli occhi non si arrende ma, come se non soffrisse nulla di duro, dice: «Ho Dio che mi ricambierà con i beni celesti e poi mi risusciterà nella gloria, illeso», e sostiene con prontezza la testimonianza della morte. Anche per costui vi sono nei cieli e sulla terra grida di vittoria. Infatti anche l'Apostolo dice dei giusti che lottano in modi svariati: «I quali conquistarono regni, operarono la giustizia, ottennero la realizzazione delle promesse; chiusero la bocca dei leoni, spensero il calore del fuoco, sfuggirono alla spada, ripresero vigore dopo le malattie, furono forti in guerra, respinsero le armate dei nemici; donne riebbero i loro morti grazie alla risurrezione»76 e aggiunge altri giusti che gareggiarono nella sofferenza, dicendo: «Altri furono suppliziati e rifiutarono la liberazione, nella speranza di ottenere una risurrezione migliore; altri ancora subirono la prova degli insulti e della frusta, delle catene e della prigionia; lapidati, segati, furono uccisi a colpi di spada, condussero una vita errante, vestiti di pelli di montone e di capra; perseguitati, oppressi, maltrattati, vaganti per i deserti, sui monti, nelle spelonche e nelle cavità della terra; essi, di cui il mondo non era degno». Vedi che per coloro che amano Dio nella verità, grazie alla loro fede, anche la lotta e il combattimento diventano differenti, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio; così quando le creature umane ragionevoli e libere sono esercitate e messe alla prova, si manifestano i vasi onorevoli e quelli indegni, grazie alla scelta che operano". (p. 44 ss)

 
 

Quando i tre giovani erano nella fornace il Signore si rallegrava e diceva  ai suoi angeli: “Suvvia, guardiamo i corpi dei giusti, come le ciglia dei loro occhi hanno vinto il fuoco” […] Bisogna che la mente sia preparata e ben disposta alla guerra, e che non tema le minacce del nemico. Il Signore libera e trionfa per mezzo della fede di tutti i sistemi, i sortilegi, le macchinazioni, gli espedienti che Satana usa contro i pensieri e le menti degli uomini; solo, tu non devi avere paura. Come allora i tre giovani dicevano al re: “Gettaci nel fuoco e non moriremo”, così anche tu devi dire a Satana: “Non ti temo, figlio dell’inganno. Se anche mi procuri ferite e angosce, io ho Dio, ho Gesù che ti vince con lo Spirito della sua bocca, condannandoti al castigo eterno. Se anche mi divori tutte le membra, non ti temo, non muoio" (p. 89 ss.).

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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claudia rapetti,
28 set 2013, 11:19